La ciclabile dell’amicizia. Un’amicizia che dura poco! (Per fortuna)

Qualche giorno fa c’è stato un evento della Fiab in viale Gorizia a Milano.
I soci potevano incontrare i tecnici Fiab ed esperti di urbanistica per vedere e analizzare insieme la neonata ciclabile della Darsena.
Sembrerebbe proprio spuntata fuori dal nulla, visto che tutta la zona è stata “impacchettata” causa lavori per moltissimi mesi. Ed ecco qua ora questa ciclabile “dell’amicizia”, come l’hanno battezzata gli amici della Fiab, dove ciclisti e pedoni dovranno convivere in pochissimo spazio a ridosso di una strada trafficatissima, due corsie a doppio senso, con pavé e passaggio frequente del tram.

Lo spazio dedicato ai pedoni è veramente risicato tanto che due persone riescono appena a camminare solo se veramente vicine, quasi incollate, e quindi sembra prevedibile che i pedoni potranno facilmente “sconfinare” causando il malumore dei ciclisti e a loro volta dei pedoni stessi (che magari non si accorgono del loro passaggio, si spaventano per il campanello etc.).

A rendere tutto più complicato è anche la vicinanza delle auto e dei tram in strada.
Basterà che un cane o un bambino escano dal ridicolo confine riservato ai pedoni per fare sì che un ciclista nell’evitarli possa finire “tranquillamente” in strada.

Oggi sono voluta tornare sul luogo incriminato e rivedere le cose con calma.

Innanzitutto non ho capito da dove parte questa ciclabile.
Forse dalla Darsena, e sbuca fuori in viale Gorizia. E già in questo punto, ho subito assistito al simpatico siparietto pedone – ciclista “ah, voi ciclisti avete tutti questo vizietto, scendi dalla bici e leggiti il cartello!” ma non ho capito di che cartello si parlava.
Poi parte questa bellissima ciclabile. E allora ditemi voi. Saranno circa 100 metri, e si interrompe.
Riparte. Altri 100 metri poi si interrompe con discesa libera sul binario del tram.
No strisce, no party! Tanto tram in faccia.

Qui parte l'amicizia

Qui parte l’amicizia

Dove si va?

Dove si va?

Discesa "libera" verso il binario

Discesa “libera” verso il binario

Saranno si è no 300 metri di ciclabile per:
– Essere mandati a remengo da innumerevoli pedoni
– Rischiare di investire bambini, cani, anziani, disabili, pedoni in generale
– Rischiare per non investire i suddetti di finire su pavé sotto le simpatiche ruote dei SUV che tanto usano da queste parti, tram, bus, motorini, apecar e altri veicoli generalmente motorizzati.

Sul lato opposto della strada un’altra mini ciclabile dove non sembrano esserci grossi problemi.

La domanda che mi pongo quindi è…. Ma serviva davvero??
Secondo me, onestamente, no.
La seconda domanda è… Ma a me serve?
La risposta è… Grazie a Dio no, posso fare a meno di transitare in zona…
Però ragazzi, quanto è dura vivere a Milano!

Mi dispiace scrivere una nota meno positiva ed entusiastica della bici. Purtroppo vivere la bici in questa città è faticoso e pericoloso e se vogliamo cambiare le cose possiamo iniziare con il parlarne (senza polemiche, possibilmente).
Sono stata contenta di partecipare all’incontro con la Fiab, anche se questa ciclabile non mi riguarda direttamente nella mia mobilità quotidiana, perché credo che questa associazione possa fare tanto. Adesso speriamo e staremo a vedere se qualcosa potrà cambiare…

Nel frattempo faremo “amicizia”…

E’ iniziato il week end amici! Basta parlare delle fatiche della settimana…
pensiamo a uscire dalla città per pedalare e respirare un po’ di aria pulita!!!
Voi dove andrete?

Io…. Stay tuned! 😉

Alex Casybike

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