Come dimagrire con l’alimentazione vegetariana e vegana

Ho perso 13 kg in un anno e mezzo
Sto finalmente tornando al mio peso forma di qualche anno fa. Avevo preso ben 15 kg quando ho smesso di fumare e ho cambiato lavoro, passando dal lavoro di negozio ad un lavoro da scrivania. In un anno e mezzo sono riuscita a smaltire quasi tutti i kg presi, e per l’estate avrò perso anche gli ultimi due.

Alimentazione vegetariana sana e bilanciata
Ti starai chiedendo come ho fatto e sicuramente se mi stai leggendo è perché anche tu vorresti perdere qualche chilo da tempo e stai facendo fatica. Un po’ per le continue tentazioni che ti fanno interrompere la dieta o perché quasi sempre dopo un periodo di restrizioni e sacrifici ti è capitato di riprendere tutti i chili presi.
Credimi, so come ci si sente.
Le ho provate un po’ tutte ed è per questo che dopo un lungo percorso ho capito che le diete non servono a niente, anzi, fanno solo danni. Quello che serve è imparare ed educarsi ad un’alimentazione sana e consapevole.

Sono diventata vegetariana perché:
Già da qualche anno ho scelto un’alimentazione vegetariana.
Ho iniziato qualche anno fa di colpo per un rigetto alla carne. Ho poi approfondito leggendo molti libri e investigando le mie motivazioni fino a scegliere di non mangiare pesce diventando quindi vegetariana al 100%.

Una scelta etica:
Amo gli animali e amo tutti gli animali non solo quelli carini e coccolosi. Credo fortemente che l’uomo non abbia alcun diritto di vita e di morte su nessuna specie presente sulla terra, e chi dice di amare gli animali solo perché possiede un cane o un gatto dovrebbe anche porre attenzione a cosa mette nel piatto perché si tratta di un corpo…che era vivo prima di morire dopo atroci sofferenze.
Una scelta ambientale:
Lo sapevi che per produrre un solo etto di bistecca servono 3000 L di acqua? E con le colture che servono ad alimentare un solo bovino, che finirà nel piatto di poche decine di persone, si potrebbero sfamare nazioni?
Una scelta sana, se fatta con educazione e consapevolezza:
Un’alimentazione vegetale riduce drasticamente le malattie cardiovascolari e i tumori.

“Non si può mangiare ciò che ha un volto” Paul McCartney

Vegano, vegetariano, che differenza c’è?
Non c’è una cena in cui io non sia costretta a rispondere alle solite domande. E questa è la prima che fanno tutti.
“Vegano, vegetariano, che differenza c’è?”
Ci sta… rispondo volentieri perché è il primo atto di diffusione di quello che non è una moda ma una scelta di cuore.
Il vegetariano non mangia carne, pesce (compresi frutti di mare e crostacei ovviamente…). In pratica non mangia quello che prima di finire nel piatto era vivo e senziente. Dotato di emozioni e di un’anima.
Il vegano non mangia, oltre che carne e pesce, anche i prodotti degli animali quindi uova e latte, ottenuti con torture e pratiche che non racconterò in questa sede, e miele. Inoltre non indossa vestiti, scarpe o altri accessori in pelle, ad esempio.
Io mi sento più vegana nella teoria ma sono vegetariana nella pratica, perché consumo ancora uova e latticini, seppur con moderazione.
Ma andiamo con ordine.

Da dove prendi le proteine?
Ecco la seconda odiata domanda che tutti, ma proprio tutti, i vegetariani e vegani si sentono fare almeno una volta a settimana, direi. E comunque ad ogni cena in compagnia!
Le proteine si trovano anche nelle verdure ma sono abbondanti in tutti i legumi, semi, frutta secca e nei cosiddetti alimenti proteici alternativi:
– soya (che è un legume)
– seitan (un alimento a base di farina di manitoba, non adatto ai celiaci)
– tofu
– tempeh e altri

Secondo studi e analisi decennali, come ad esempio quelli condotti dal dottor Campbell del libro di riferimento The China Study, il mito della proteina per decenni ha portato l’alimentazione occidentale ad un eccesso di proteine animali e grassi saturi. La ragione per cui l’incidenza di tumori e malattie cardiovascolari è così alta nei ricchi paesi occidentali, e in particolare negli Stati Uniti, in confronto a nazioni dove il consumo di proteine è di circa il 10% del fabbisogno calorico giornaliero.
Certo, un pranzo costituito da un piatto di pasta scondita, una porzione di patatine fritte e una coca cola è una scelta vegana. Ma non potrei dire certo che è una scelta sana! Ecco perché penso che chi vuole intraprendere un percorso per un’alimentazione vegetale deve sicuramente documentarsi.

Vegetariano non vuole dire magro
Una volta diventata vegetariana al 100% mi sono accorta che comunque non perdevo peso e volevo un parere professionale per capire se la mia alimentazione fosse corretta. Mi sono quindi rivolta ad una nutrizionista specializzata in alimentazione vegana e vegetariana.
Mi ha subito tranquillizzato: mi alimentavo già molto bene e in modo bilanciato.
Ha però sistemato la distribuzione dei pasti e ridotto la quantità di carboidrati, nel mio caso responsabili del mio aumento di peso.

La mia giornata tipo
Innanzitutto la colazione è più abbondante di prima. Ai cereali con latte vegetale (soya, riso, avena, mandorla in alternanza) ha aggiunto 30 gr di frutta secca.
Per i pranzi e le cene, un equilibrio di proteine vegetali e cereali integrali. Come ad esempio pasta integrale con ceci.
Gli spuntini me li ha concessi solo quando passano tante ore tra un pasto e l’altro e sempre prima dello sport. Questo perché il mio metabolismo tende ad azionarsi subito scatenando l’insulina la cui funzione è quella di trasformare gli zuccheri in eccesso nel sangue in grassi da immagazzinare per il futuro.
Per le gite in bici mi porto una banana e un po’ di frutta secca o se mi viene voglia preparo delle barrette fatte in casa. Si trovano molte ricette sane e golose.
Quanto ai pranzi, come dicevo prima, pur credendo nell’alimentazione vegana devo pur sempre fare i conti con quello che troverò in mensa. Ecco che quindi abbiamo stabilito insieme che avrei seguito un’alimentazione quasi interamente vegana a casa, ma che in mensa avrei mangiato insalatone con uova o latticini, oppure legumi quando ne avrei trovati. In fondo, questo è quello che ora posso fare e va bene così.
Invece a cena, posso alternare tra legumi, soya, seitan uniti a cereali integrali.
Un trucchetto: ho scoperto lo spiralizzatore per fare gli spaghetti di zucchine. Unendo una zucchina ai miei 50 g di pasta integrale con il sugo di pomodoro, viene fuori un piattone da camionista!

Il segreto del successo: i pasti liberi
Per mantenere la motivazione per lungo tempo, l’ideale è concordare con il nutrizionista delle cose che ci piacciono da inserire nella settimana. Una pizza, un dolce, un bicchiere di vino… quello che vuoi.
Per me era pizza, gelato e una cena libera a settimana. Così posso programmare le uscite con gli amici e non perdere quello che mi piace. Non si tratta di sgarro ma di una strategia per premiarsi ogni tanto ma senza esagerare con i peccati di gola.

Sinergia tra alimentazione e attività fisica
Unendo l’alimentazione allo sport sono riuscita a perdere in modo lento ma costante questi chili. Il nostro organismo è incline a recuperare dopo un periodo di privazione, ecco quindi che un dimagrimento lento è la cosa migliore per dare al nostro corpo il tempo di abituarsi.
Sono molto attiva. Vado a lavoro in bici, quando posso. In palestra faccio corsa e camminata alternate, pilates e yoga. Nel week end con il bel tempo macino km in sella alla mia bici.
Se vuoi perdere qualche chilo… Comincia a muoverti!

Vegano / Vegetariano = noioso!
Chi dice così non ha mai provato un ristorante vegano.
A Milano c’è una vastissima scelta di ristoranti e fast food saporiti, sani e per tutte le tasche.
Personalmente i miei preferiti sono Radicetonda, Flower Burger, Alhambra e Universo Vegano.
Dopo un panozzo di Flower Burger ti sfido a dire che hai fame!!!
Se invece vuoi rimanere a casa e cimentarti ai fornelli… Beh, io non sono una grande cuoca… però dispongo di un discreto numero di libri di cucina vegetariana e vegana e frequento anche qualche blog per ricette veloci, fantasiose e genuine.
Ad esempio vegolosi o it’s healtylicious, della mia amica Glenda.

Vegano / Vegetariano = caro
Altro pregiudizio duro a morire.
Quanto costa un chilo di carne?
Quanto costa un chilo di ceci secchi?
Quante persone mangiano con la prima opzione?
Quante con la seconda?
Sicuramente burgherini e cibi pronti vegani costano un po’ di più, ma dubito che sofficini, cordon bleu e speedy pizza vari costino molto meno. Bisognerebbe fare un confronto alimento per alimento per stabilire se davvero i cibi vegani costano di più.
È innegabile che l’industria alimentare si sta approfittando di un nuovo crescente segmento di mercato, evidente anche dalla comparsa degli alimenti vegani nel paniere istat del 2016.
Al tempo stesso però non mi sento di dire di spendere molto di più di altri che seguono una dieta onnivora ma sana.
Ricordiamoci sempre infatti che il cibo spazzatura costa poco!

Infine…
Essere vegetariani e vegani richiede una grande pazienza e coerenza per difendere le proprie scelte nei confronti di amici, parenti, colleghi che non capiscono, deridono, prendono alla leggera quelle che sono motivazioni reali, di grande contenuto e valore. Non è una moda.

Non farci caso. Vai avanti. Rispondi con un sorriso.
Magari presto qualcuno di loro diventerà vegetariano e potrebbe chiederti consigli.
Prenditi poco sul serio, cerca di sensibilizzare senza imporre.

E per farti due risate… Guardati le Vegan Chronicles!

I libri da non perdere:

The China Study, Colin Campbell
Buono, sano, vegano, Michela de Petris
Verso la scelta vegetariana, Umberto Veronesi
Scelta vegetariana e vita in bicicletta, Michela de Petris
Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche, Melanie Joy

E un documentario molto interessante: Food Choices

Ogni tanto un selfie in bagno… Concedetemelo! 😉

I commenti sono chiusi.