Il ciclo libro: Umberto Dei biografia non autorizzata di una bicicletta

E io lo sapevo.
Lo sapevo che anche “Umberto Dei” mi avrebbe offerto risposte, mi avrebbe parlato come aveva fatto “Nel nome di Marco”, il primo romanzo che ho letto di Michele Marziani.
Che poi Michele l’ho conosciuto di persona alla presentazione del libro a Milano e proprio non vedevo l’ora di leggere questo romanzo.
E che coincidenza poi! Ho fatto caso che “Nel nome di Marco” l’avevo letto esattamente un anno fa, a Trieste, nel week end tra Sabato 5 e Domenica 6 Aprile. Senza farlo di proposito, ecco che “Umberto Dei biografia non autorizzata di una bicicletta” mi capita tra le mani nel week end di Pasqua e lo leggo tutto d’un fiato tra Domenica 5 e Lunedì 6 Aprile.
Un libro così bello, genuino e vero come un buon amico, che non mi è bastato leggerlo una volta ma ho dovuto subito rileggerlo ancora… Per essere sicura di comprendere ogni parola, di capire bene il messaggio che aveva per me.

A questo punto forse qualcuno si starà chiedendo, ma chi è questo Umberto Dei?
Umberto Dei non è il nome del protagonista, ma è il marchio storico di biciclette che fa da fil rouge in questa storia il cui protagonista è Arnaldo Scura, un broker che vive a Milano incatenato in una vita in giacca e cravatta ma che ostinatamente si muove in bicicletta, la sua storica Umberto Dei Imperiale. Un giorno fora e cerca senza successo un meccanico che possa aiutarlo velocemente per recarsi in ufficio. Sul Naviglio della Martesana ormai non se ne trova nemmeno uno, ma c’è un locale in affitto all’interno di una corte. Nel giro di pochi minuti prende la decisione della sua vita e lascia il lavoro per diventare un meccanico di biciclette.
La vita premia i coraggiosi! Così in breve tempo apre l’officina, trova all’interno della stessa corte un nuovo appartamento e Alice, l’amore della sua vita.
Insomma Arnaldo Scura a quasi cinquant’anni ha realizzato la felicità in 20 mq.

Poiché però la vita dà ma altrettanto velocemente prende, nel giro di poco tempo Alice muore per un male incurabile e Arnaldo precipita in una solitudine senza speranza. A sconvolgere nuovamente la sua vita arriva Nas, il giovane studente afgano/uzbeco che diventerà non solo il suo fedele meccanico ma quel figlio che non ha mai avuto. Un legame incomprensibile agli occhi degli altri in una Milano diffidente e indifferente, in un contesto dove l’immigrazione è un argomento molto difficile, che divide l’Italia, e il terrorismo una minaccia sempre più concreta.

Ad accompagnare il racconto di questa amicizia, c’è anche Alberta, che come un raggio di sole arriva nella vita di Arnaldo e che con spontaneità e freschezza si avvicina a lui e vorrebbe lasciare nascere un amore, e stare a vedere che succede! Arnaldo Scura però è chiuso nella sua solitudine e ci sta troppo stretto da solo per poterci stare in due. In particolare un passaggio del libro mi ha fatto pensare ad una persona a cui voglio molto bene, e che come Arnaldo ha fatto fatica a lasciare che l’amore entrasse nella sua vita con me. Gli auguro che arrivi presto la persona che potrà farsi spazio nel suo cuore.
Io invece aspetterò il prossimo bellissimo romanzo di Michele Marziani come aspetto di vedere iniziare un nuovo episodio della mia vita.

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Umberto Dei

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Gli occhi di Nas, il ragazzo uzbeko capitato un pomeriggio nella ciclofficina lungo la Martesana, a Milano, non se la sono lasciata sfuggire nella penombra del retrobottega. Comincia da qui la strana amicizia tra Arnaldo Scura, meccanico ciclista, molte vite alle spalle, non tutte felici, e il ragazzo con la pelle scura che, chissà come, pare conoscere alla perfezione le biciclette: telai, mozzi, forcelle, catene, corone, pignoni… Nella Milano dei Navigli, ancora popolare e già multietnica, una storia sulle differenze e sulle diffidenze da cui nascono le paure.”

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