A Malaga con Passion Bike

Dopo il mio viaggio in Brompton da Barcelona a Figueres e il week end a Vienna sono successe tante altre cose belle… Ci voleva solo una piccola avventura iberica, y por supuesto a pedali, per chiudere la prima parte dell’anno coi fiocchi, certa che continuerà ancora meglio.
Se a Gennaio era la Costa Brava, ora è il turno della Costa del Sol per testare con mano, anzi con manubrio, a che punto è l’arrivo dell’estate.
Quale città meglio di Malaga?
La città natale di Picasso (e di Banderas) è un piccolo gioiello. Il suo centro storico è ricchissimo di luoghi da visitare durante il giorno, vivacissimo alla sera, la spiaggia è a pochi passi, e la zona portuale è da qualche anno un modernissimo centro di cultura e svago. Inoltre il mio test si rivela subito positivo: qui è già estate! Nonostante il forte vento, jeans e t-shirt (e una giacca a vento!) sono l’outfit ideale per la stagione.

Questa volta non mi sono portata la bici… ma solo perché sapevo dove trovarla!
Ricordate di Passion Bike a Valencia dove avevo trascorso il capodanno un paio di anni fa?
Da un anno, Passion Bike è anche a Malaga! Mi sono messa in contatto con loro e non vedevo l’ora di conoscerli, anche perché avevo visto su Facebook che proprio durante il mio week end di vacanza sarebbe partito il loro Free Bike Tour, ovvero un tour guidato che paghi con il contributo che stabilisci tu.
Mi sono subito prenotata e poi mi sono recata al negozio di calle Carretería 11 e ho conosciuto Gaia e Andrea, una splendida coppia di Milano che dopo una prima esperienza di qualche anno Valencia ha deciso di cogliere una nuova sfida e aprire un Passion Bike a Malaga.

Mi sono sentita subito bene con loro dato che condividiamo non solo la nostra città di origine ma anche la passione per la bici, il cicloturismo e soprattutto la Spagna. Un po’ di chiacchiere, foto e caffè, arriva il resto del gruppo e partiamo per il nostro Free Bike Tour.
In Plaza de la Merced c’è Pablo Picasso che ci aspetta seduto su una panchina, e non resistiamo dal fare una foto con lui circondandolo di bici e sorrisi. Proprio a due passi c’è la sua casa natale che si può visitare, da non confondere con il Museo Picasso di Malaga, che pure ho visitato nei giorni seguenti e che ospita una vasta collezione del pittore malagueño.
Passiamo dal Teatro Romano, le cui gradinate sembrano quasi inglobate nelle mure dell’Alcazaba, cittadella fortezza costruita durante la conquista musulmana.
Ammiriamo dal basso ma non visitiamo il Castello di Gibralfaro, che posto sull’omonima collina domina la città e il porto di Malaga.

Una piacevole e fresca pedalata all’interno del giardino botanico e siamo al modernissimo porto: il Muelle uno e il Muelle due oggi sono modernissimi centri di cultura, ristorazione e svago. Un gran via vai di gente, a piedi o in bicicletta, lungo la passeggiata del Palmeral de la Sospresas la cui architettura mi ha subito ricordato Calatrava e la Ciudad de la Ciencia di Valencia. Il Centre Pompidou ospita opere moderne di autori importanti, tra i quali Picasso e Frida Kahlo. E con pochi colpi di pedale siamo alla Malagueta: spiagge bianche già gremite e palme ondeggianti… La scritta in pietra segna ufficialmente l’inizio di questa spiaggia vivacissima di giorno quanto di notte. Alla fine del paseo maritimo un imponente faro bianco, la Farola.
Sulla via del ritorno passiamo per la Cattedrale, il mercato comunale, viuzze e stradine del centro storico con botteghe e negozietti che mi propongo di visitare presto.
Gaia ci racconta tutto mentre pedaliamo e due ore volano. Il Free Bike Tour è stato proprio bello! Stupenda la città, fantastico il tempo, scorrevole la bici, bella la compagnia e soprattutto bravissima la nostra guida!

Decido immediatamente di tenere la bici anche per il giorno seguente, e per essere più sicura di non lasciarla incustodita in strada durante la notte, chiedo a Gaia la pieghevole. Seguendo la costa, quasi interamente ciclopedonale, si può arrivare a Torremolinos andando verso sud, oppure al Rincon de la Victoria, andando verso est. Opto per questo ultimo itinerario di circa 30 km tra andata e ritorno.
Ma prima di affrontare la mia piccola avventura, ho una missione da compiere! Ad ogni viaggio, un berretto da ciclista… Su consiglio dei miei nuovi amici trovo il negozio giusto, Urban Bycicles. Con il parquet in legno grezzo e le travi a vista ha quello stile vintage e un po’ nordico che mi piace un sacco.

Da vegetariana in viaggio con onnivori ho fatto un po’ fatica a destreggiarmi nella vastissima gamma di tapas e piatti di pesce e carne tipici della cucina Spagnola. Sopravvissuta a 4 giorni di tortilla de patatas e patatas bravas, ho trovato in questi due posti un sano sollievo.
Per i vegetariani e vegani che vorranno visitare Malaga, consiglio il ristorante vegetariano El Calafate, ottimo il suo menù a prezzo fisso, 12 euro, incluso il caffè e uno dei loro buonissimi dolci. Imperdibile il centro culturale La Invisible che in un suggestivo patio con soli 2.50 euro vi sfamerà con una saporitissima e abbondantissima tapa vegana e una birra piccola: ricordatevi di chiamarla “una caña” se volete sentirvi anche voi del posto.
¡que aproveche!

NB: si ringrazia Passion Bike per alcune delle foto

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