Two is the magic number

120 km in due giorni.

Due gite .
La prima, 56 km in solitaria vagando lungo il Naviglio Pavese.
Questa volta alla conquista della Certosa di Pavia.
Un obiettivo vicino ma che ho sentito sempre lontano.
Soffrendo di attacchi di panico, solo 5 anni fa non avrei mai pensato di allontanarmi da casa in bici sola per più di 5 km, e ora raggiungendo queste mete, segno dei traguardi importanti per quanto riguarda la sicurezza in me stessa.

La seconda gita con il mio amico Claudio Lupi, pedalando per le campagne del parco Adda sud da Lodi a Pizzighettone, per un totale di 69 km.
La giornata è iniziata in maniera concitata, i primi 13 km pedalando “a frusta” per arrivare in tempo alla stazione di Porta Vittoria dove avrei incontrato Claudio. Riesco ad arrivare alle 9.05. Il passante per Lodi è alle 9.26, ma del mio amico ciclista neanche l’ombra.
Dopo qualche minuto mi decido a chiamarlo… e mi rendo conto di avergli fatto da sveglia!
Mitico Claudio, e io che avevo il terrore di non svegliarmi… di solito queste cose le combino io!

Arrivati a Lodi, individuiamo un bar pasticceria che fa al caso nostro per inaugurare la gita… Due marocchini (Capo in B Special!) e due brioche tagliate e sbrodolanti di nutella per dare il via alla pedalata. A cavallo tra due provincie, Lodi e Cremona, pedaliamo intrecciando storie di viaggi a storie di vita, progetti e sogni per il futuro. Pedaliamo forte, perché le gomme delle ruote cancellano certe cicatrici.
Ci fermiamo solo per ammirare l’abbazia di Abbadia Cerreto, e poi il Santuario della Madonna della Costa a Cavenago d’Adda, Madonna dei ciclisti.

Abbadia Cerreto

Abbadia Cerreto

Santuario della Madonna della Costa, Cavenago d'Adda

Santuario della Madonna della Costa, Cavenago d’Adda

La Madonna dei Ciclisti

La Madonna dei Ciclisti

Fa molto freddo. Pedalando mi scaldo e sudo. Ma poi quando mi fermo sento il sudore che mi si ghiaccia addosso, e non ho portato nulla per la gola che sento già in fiamme. Claudio mi presta il suo scaldacollo e va già meglio
Per pranzo ci fermiamo a Castiglione d’Adda. Due thè bollenti a testa con tanto limone, due piadine mozzarella e pomodoro, due ciclisti infreddoliti che riprendendo calore si raccontano e scoprono di avere in comune alcune esperienze dolorose, oltre alla comune passione per la bici.

Io e Claudio

Io e Claudio

Qualche chiacchiera con altri ciclisti e ripartiamo. Manca poco per arrivare alla nostra ultima meta, Pizzighettone, dove avremmo ripreso il treno. A circa un km dal centro ecco che foro! Nessun problema, ho la camera d’aria e Claudio ci mette pochi minuti per cambiarla. Arriviamo nel bellissimo centro storico di Pizzighettone, un ultimo marocchino prima del treno.
Quando usciamo dal caffè però ci accorgiamo che la ruota è ancora a terra!

Da Lodi a Pizzighettone, 56 km

Da Lodi a Pizzighettone, 56 km

Da quel momento è il delirio! Non c’è tempo di capire cosa può essere accaduto, non ho un’altra camera d’aria e abbiamo solo un quarto d’ora per raggiungere a piedi la stazione di Pizzighettone.
Riusciamo a prendere il treno, correndo e spingendo la bici verso l’ultimo vagone. Per fortuna Claudio ha lasciato l’auto a Porta Vittoria, e può portarmi a casa con la bici. Arriviamo a Rogoredo e cambiamo per il passante per Porta Vittoria che ovviamente è in ritardo! Sono solo contrattempi e ridiamo divertiti quando Claudio cita Cocciante “insieme sullo stesso treno dalla stessa stazione, nello stesso vagone, con la stessa voglia di cambiare vita”.
Finalmente arriviamo all’auto, c’è un po’ di traffico, e Claudio riesce a portarmi a casa intorno alle 20. Sono stanca e infreddolita ma decisamente felice della giornata!

Due gite, due bici, due anime solitarie su pedali, due marocchini, due brioche, due chiese, due thè caldi al limone, due piadine, due treni, due forature, due bici nel bagagliaio… ma soprattutto due amici!
Two is the magic number 😀

Alex Casybike

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