Asocial (media) blogger

Ciao ragazzi… sono sparita per un po’.
Mi sono presa una pausa per capire che tipo di blogger sono e voglio essere… tante domande ma… non ho ancora trovato nessuna risposta.

Il fatto è questo. Non mi sento molto social ultimamente… forse non lo sono mai stata… o almeno non così tanto come quello che si vede in giro.
Questo continuo postare foto di sè stessi… selfie ogni secondo come una prova della nostra esistenza, un eterno cercare di rendersi immortali, giovani e belli per sempre… Il ritratto di Dorian Gray… lo specchio per la strega di Biancaneve. E’ questo che i nostri devices stanno diventando per noi?

Oppure il continuo dimostrare la propria vita.
Loggarsi in ogni luogo in cui si mette piede.
Postare continuamente foto con la propria dolce metà. Scrivere tutto quello che si fa continuamente. Si tratta del bisogno di dimostrare di avere una bella vita, di essere felici, di non essere soli, di essere cool… ogni fottuto momento?

Ho capito che io non sono così. Non ho voglia di dire dove ho mangiato, che film ho visto, che sport ho appena fatto, che tragitto ho compiuto e quante calorie ho bruciato. Non ho voglia di dirlo a mia madre, figuriamoci a migliaia di utenti su facebook. Non ho mai sentito il bisogno di postare le foto del mio ragazzo per provare che sto con qualcuno o per esibirlo (e ne avrei avuto più di un motivo), o i selfie di gruppo, i piatti al ristorante per provare al mondo di avere una vita sociale.

Certo, ho postato anche io molte foto dei miei viaggi e dei miei tour, unicamente. Cosa che a molti però sarà sembrata noiosa, o quanto meno “monotematica”… Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Così da qualche mese non twitto più. Non scrivo grandi cose su Facebook, non carico molte foto su Instagram, tanto meno ho voglia di creare “le storie”…
Fiera delle banalità, del narcisismo e dell’auto celebrazione.

Mi sono resa conto che da fuori sembra che io non viva.
Qualcuno mi chiede: “Ma non vai più in bici?”
Oppure: “ma non stai più con…?”
E mi sono chiesta il perché di queste domande… certo. Non ci sono le “prove” che io faccia quello che dico o che io esca con chi dico di uscire.

Quando ho aperto questo blog tutto quello che volevo era condividere la mia passione per la bici. La bici intesa come un paio di ali, come spensieratezza, come gioia di stare con gli altri e scoprire il mondo.
Sono poi diventata una guida, sono poi diventata parte di una grande associazione. Sono entrata in contatto con altre realtà, movimenti, culture legate alla bicicletta.
E mi sono resa conto che tutti dicono le stesse cose.
E io non so se sono capace di dire anche io la mia al pari degli altri. O meglio, sono capace, ma non so se c’ho voglia.

Un mondo che mi sembra troppo in bianco e nero.
Se hai la bici devi avere SOLO la bici.
Non puoi per esigenze lavorative – abitare in culo ai lupi – avere i cazzi tuoi familiari avere un auto e usarla seppur con moderazione.
Non puoi avere la city bike, devi avere la fissa. Se hai la BDC non puoi avere una MTB. Se hai una foldable del decathlon comunque non va bene, devi avere la Brompton (e lo dico avendo la Brompton). E se hai la Brompton dove cazzo vai con quel biciclino da ricchi.
Chiunque vive in qualche modo con la bici scrive e parla come se pedala solo lui / lei.
Insomma raga. Avete scassato le palle.

Quindi, non lo so se andrò avanti con il mio blog Casybike. Ci sto ancora pensando.
Ma posso dirvi una cosa.
Se andrò avanti lo farò con le mie regole.
Postando quando ne ho voglia, scrivendo di quello che mi viene a genio, e sbattendomene di like, fan, visualizzazioni, analitycs.
E non perché non sono capace di occuparmi di queste cose… perché ho le competenze per occuparmene grazie a quello che faccio per vivere da un’altra parte.

La bici deve rimanere il mio paio di ali.
E così deve essere per voi che mi leggete.

Grazie per essere arrivati fino a qui.
Se volete dirmi cosa ne pensate ne sarò felice!!!

Alex
🙂

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6 commenti su “Asocial (media) blogger

  1. Giorno il said:

    Alex sono completamente d’accordo con te trovo narcisistico e indiscreto mettersi continuamente in mostra con foto, racconti e storie melense.

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